Jomi Salerno campione d’Italia il trionfo di una squadra e di una società.
31 maggio 2017
Giuseppe Spinazzola (33 articles)
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Jomi Salerno campione d’Italia il trionfo di una squadra e di una società.

Lo scudetto è tornato a Salerno abbiamo titolato ieri, e con grandissimo merito, aggiungiamo oggi. Le ragazze guidate da Salvo Cardaci sono state protagoniste di una stagione straordinaria, con una cavalcata nella regular season da record. Pensate ben ventisei vittorie su altrettanti incontri con 810 reti fatte e 497 subite vale a dire secondo attacco del campionato alle spalle dell’Indeco Conversano e miglior difesa; numeri sbalorditivi ottenuti per giunta in un torneo che dopo molti anni può definirsi tale, con la partecipazione cioè di 14 club. Di fronte a tali cifre ci si può togliere solo il cappello ed alla fine è arrivato il giusto premio quel tricolore che la PDO Jomi ha già cucito sulle sue maglie per ben quattro volte prima di cedere lo scettro al super Conversano di questi ultimi tre anni. Una squadra costruita per tornare sul trono di regina della pallamano italiana grazie ai ritorni di Monica Prunster, Valentina Landri, e agli arrivi Ceklic, Gomez, Romeo cui si è aggiunta a lavori in corso la Dalla Costa; acquisti che si sono subito ben amalgamati con il resto della squadra ed è noto che i campioni sanno parlare la stessa lingua. Cardaci, dal canto suo, è stato l’abile direttore di un orchestra che già di per sé sapeva suonare mirabili sinfonie in campo e il risultato non poteva essere diverso da quello ottenuto. Certo l’imponderabile era sempre dietro l’angolo e ci riferiamo in particolar modo alla sfortuna che, come il diavolo che ci mette le sue corna, ha impedito alla Jomi di vincere la Coppa Italia; ma anche a quelle “distrazioni” in cui la squadra si è lasciata andare in alcuni momenti clou. Diciamocelo con sincerità, a quanti di voi osservando la partita di ieri sera sono venuti i brividi e le paure di vedere sfumare il sogno quando nel secondo tempo le pugliesi erano riuscite a rimettersi in parità sul 22-22 rivedendo quelle streghe che si erano materializzate sempre nella seconda frazione di gioco del retour match giocato domenica scorsa al Palapalumbo? Crediamo a molti se non a tutti; ma stavolta doveva andare ed è andata diversamente. Via le streghe, via la sfortuna nulla e nessuno poteva opporsi di fronte alla straordinaria qualità di questa squadra che l’ha sempre contraddistinta in questi anni d’oro dalla promozione nella massima serie fino ad oggi: grinta e determinazione. Avete presente l’immagine della leggenda del grande Torino di calcio, sì proprio quello di capitan Valentino Mazzola, quando un tifoso nel momento critico della partita suonava con la tromba la carica e i granata diventavano una furia? Bene possiamo ben paragonare le qualità delle salernitane a quella leggenda. Non c’è nessuno al Palapalumbo, ieri sera e in questi splendidi anni che il PDO ha regalato agli appassionati campani, che suona la tromba. Gli altrettanti splendidi tifosi fanno un baccano d’inferno ma quando la squadra si trova in difficoltà e c’è un traguardo da conquistare ci vuole qualcosa in più. Nell’immaginario è come se la grande capitana Antonella Coppola si tiri su le maniche ed è in quel preciso istante che la Jomi si scatena e miei cari lettori non ve n’è per nessuno. E’ stato proprio sul 22-22 che il Conversano si è trovato a dover fare i conti con un uragano che l’ha travolto costringendolo ad ammainare la bandiera e a scucirsi lo scudetto dalle maglie. Sono scene che abbiamo già visto nella gara di ritorno della regular season nel catino del Pala San Giacomo quando Coppola e compagne portarono a casa i tre punti al termine di un match combattutissimo durante il quale riuscirono a recuperare nel secondo tempo ben quattro reti di svantaggio e forse proprio quella sera abbiamo avuto la chiara sensazione che stavolta lo scudetto sarebbe tornato a Salerno; ed è tornato. Potremmo parlare dei “miracoli” in porta di Monica Prunster, certo, ma come non sottolineare l’implacabile Gomez che fa piangere i portieri avversari, il considerevole apporto della Romeo, di Ceklic, di Dalla Costa, che ieri sera è stata la vice cannoniere della partita con sette reti, di Valentina Landri, capace di spaccare la partita facendo venire i dolori di testa alle difese avversarie, di Pina Napoletano, tornata ad essere la devastante ala che conoscevamo ora ancora più forte e matura dopo gli infortuni subiti tanto da essere convocata in Nazionale, di quelle autentiche colonne che rispondono ai nomi di Laura Avram e Antonella Coppola e delle giovani Lauretti, Casale. No, cari lettori questo scudetto non è di una o di un’altra bensì è il tricolore di una squadra, di una società il cui timone è saldamente nelle mani di Mario Pisapia che sa tenere la barra dritta e che si avvale di un ampio staff di altissima competenza e attaccamento ai colori sociali. Lo abbiamo detto altre volte nel corso di questi anni e lo diciamo ancora: grazie ragazze, grazie PDO.

Giuseppe Spinazzola

Giuseppe Spinazzola